XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2018
16 settembre - Liturgia della parola: Is 50,5-9a; Sal 114,1-6.8-9; Gc 2,14-18; Mc 8,27-35.

Mozione di fiducia: chi sono io per te? [.pdf 55 kB]

Gli Ebrei, ai tempi di Gesù, avevano una visione del « Messia » = come un liberatore forte, potente, che li avrebbe liberati da tutti i loro guai.
1° LETTURA (Is 50, 5-9) = Isaia presenta la stessa Persona sofferente e abbandonato da tutti, ma fiducioso solo nel Signore: « il Signore Dio mi assiste » (Is 50, 7).
SALMO 114 = Anche la Chiesa segue la strada del Messia e ci fa ripetere come ritornello ai versetti del Salmo: « camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi ».
2° LETTURA = L’apostolo Giacomo ci dice che la fede si esprime nell’azione, cioè nel servizio ai fratelli (Giac 2, 14-18).
VANGELO = Pietro, di carattere focoso, rimprovera Gesù perché troppo arrendevole con le folle (Mc 8, 27-35).
Gesù gli risponde: « tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini » (Mc 8,33).
A noi indica un tipo di vita: « il servizio al prossimo, la nostra disponibilità verso di lui »:
« Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te ».

Proviamo a porci la stessa domanda fatta da Gesù a Pietro:
« chi sono io per te? » e a darvi una risposta concreta, guardando il nostro rapporto con le persone.

Disegno di Stefano Pachi

XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (17 - 22 settembre) Liturgia delle Ore: IV settimana

17 L Annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Le parole del centurione rivelano la sua consapevolezza di non essere degno di Gesù. Tanta umiltà richiama la sua fede, elogiata da Gesù. La Chiesa propone le stesse parole a tutti i fedeli nel momento di accostarsi all’Eucaristia. S. Roberto Bellarmino (m.f.); S. Colomba; S. Satiro, 1Cor 11,17-26.33; Sal 39,7-10.17; Lc 7,1-10.

18 M Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida. Quanto dolore racchiuso nella concisa descrizione del funerale dell’unico figlio di una madre vedova! Esso suscita la “grande compassione” di Gesù, che ridona la vita al ragazzo. La tenerezza di Dio previene sempre la nostra preghiera. S. Giuseppe da Copertino; S. Eustorgio; S. Arianna, 1Cor 12,12-14.27-31a; Sal 99,2-5; Lc 7,11-17.

19 M Beato il popolo scelto dal Signore. Il giudizio di Gesù sul comportamento dei suoi contemporanei è molto severo. Hanno agito in modo puerile, rendendo vano il disegno di Dio su di loro. Solamente “i figli della Sapienza” sono in grado di riconoscere che Dio è giusto. S. Gennaro (m.f.); S. Mariano; S. Ciriaco; 1Cor 12,31 – 13,13; Sal 32,2-5.12.22; Lc 7,31-35.

20 G Ss. Andrea Kim Taegon e compagni, martiri. Memoria (rosso). Rendete grazie al Signore perché è buono. Questo è il problema: I peccati sono rimessi perché abbiamo amato, o amiamo perché ci sono stati rimessi? L’amore è causa o conseguenza della remissione di peccati? Eccone la soluzione: causa è l’amore di Dio; conseguenza il nostro. 1Cor 15,1-11; Sal 117,1-2.16-17.28; Lc 7,36-50.

21 V S. Matteo apostolo ed evangelista. Festa (rosso). Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. La singolare vocazione di Matteo “peccatore”, ma cercato e chiamato direttamente da Gesù, è l’occasione per l’evangelista di sottolineare la prevalenza della “misericordia” di Dio, senza escludere la disponibilità richiesta nel chiamato. S. Giona, profeta; S. Maura. Ef 4,1-7.11-13; Sal 18,2-5; Mt 9,9-13.

22 S Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi. Due sono gli aspetti della parola di Dio: vista dal versante di Dio, essa è un puro “dono”, che possiamo solo ricevere; vista dal nostro versante, essa è un “compito”, che richiede tutto il nostro impegno, per produrre i suoi effetti. Ss. Maurizio e c.; S. Silvano; S. Emerita. 1Cor 15,35-37.42-49; Sal 55,10-14; Lc 8,4-15.

[23 D XXV Domenica del T. O. / B (S. Pio da Pietrelcina) Sap 2,12.17-20; Sal 53,3-6.8; Gc 3,16 – 4,3; Mc 9,30-37].

Tarcisio Stramare, osj

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